...nella scelta dei colori vivaci intravvediamo la sua voglia di cercare, sperimentare, rispettare l'estetica, la bellezza e aggiungerei: la bontà.

Azienda agricola

Alessio Brandolini

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Cercare un vitigno, del buon vino, in questa parte dell’Italia settentrionale, in Provincia di Pavia,  in pieno Appennino, in questo territorio incuneato tra la provincia di Piacenza e quella di Alessandria e che sfiora la Liguria, è ovvio. Siamo nell’Oltrepò Pavese. 

Qua, in questa terra che per lunghi spazi appare come un grande altopiano, disegnato da un continuo ondeggiare di colline dolci e verdi su una superficie di oltre 1000 Km quadrati si estendono un susseguirsi di vitigni disegnati come su una quadro. L’Oltrepò Pavese è la terza area di produzione di vini certificati e qui  speriamo di trovare ciò che cerchiamo: un viticoltore che sia un piccolo produttore che ci assicuri, facendo parte della FIVI (Federazione Italiana Vinaioli Indipendenti), di produrre del buon vino.

Un nome ce l’ho. Mi hanno parlato di lui come di un giovane produttore, preparato e fortemente motivato a produrre vini buoni, cercando continuamente di sperimentare e, capace di valutare obbiettivamente ciò che produce. Insomma: un produttore sicuro. Si chiama Alessio Brandolini.

Arriviamo muovendoci dolcemente in mezzo alle colline e ammirando i resti di un antico castello fino a San Damiano al Colle. Eccoci all’azienda Brandolini, una corte curata, la cantina con grandi vasche a temperatura controllata e una unità abitativa inizio ‘900, dove troviamo una sala di degustazione semplice ma con tante bottiglie in esposizione che hanno tutte una etichetta geometrica, colorata come un quadro di arte moderna.  Ma soprattutto incontriamo lui, Alessio Brandolini, un giovane ragazzo laureato in Viticultura ed Enologia e specializzato in Scienze Viticole ed Enologiche. Ci appare come un ragazzo accogliente, sicuro che emana positività.  L’azienda Brandolini è iniziata nel 1873 con il suo bisnonno Carlo ed è stata portata avanti dalla sua famiglia, prima il nonno poi il padre e ora lui, Alessio.

Siamo incuriositi da ciò che ci appare una quasi una originale stranezza e domandiamo il perché di quelle etichette così colorate e geometriche ed e lì che  Alessio si descrive: quelle figure geometriche piane, quadrati, rettangoli, trapezi e triangoli, sono gli appezzamenti, i vitigni che avevamo visto arrivando e nella scelta dei colori vivaci intravvediamo la sua voglia di cercare, sperimentare, rispettare l’estetica, la bellezza e aggiungerei: la bontà.

Gli chiediamo cosa produce e lui con una sicurezza che le arriva ormai da una esperienza tramandata e affinata nella ricerca universitaria risponde: abbiamo 11 etichette diverse che elenca. Tra queste ci interessano, assaggiamo e scegliamo per il metodo classico: il Bianco e Rosè di Pinot Nero e, il Pinot Nero vinificato in rosso. Sono questi vini che abbiamo con altri assaggiato quel giorno e, sono questi che abbiamo scelto per voi.

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